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Dongo
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mwhqDongo (mwhgDunch in mwhwdialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwkamwkqAFI: /ˈduŋk/) è un mwkwcomune italiano di mwla3 156 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmqprovincia di Como in mwmgLombardia. È sito sulla costa nord-occidentale del mwmwlago di Como presso la foce del mwnatorrente Albano.
Contents
• Storia
• Simboli
• Altro
• Società
• Note
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Geografia fisica
Il paese di Dongo sorge alla foce del mwpatorrente Albano, lungo il tracciato dell'mwpqAntica Via Regina; Dongo si trova anche sull'antico percorso che, attraverso il mwpgpasso San Jorio, collega il mwpwlago di Como alla mwqaValle Morobbia.
Storia
Da Dongo, in mwqwepoca romana, passava la mwramwrqvia Regina, mwrgstrada romana che collegava il porto fluviale di mwrwCremona (la moderna mwsaCremona) con mwsqClavenna (mwsgChiavenna) passando da mwswmwtaMediolanum (mwtqMilano).
In mwtwetà comunale, Dongo costituiva un mwuaborgo fortificato, nato a partire dal nucleo di Martinicomwuqcite-ref-06-6-0[5].
Gli annessi agli Statuti di Como del mwvw1335 riportano "Dugno" come il comune che, all'interno della mwwapieve di Dongo, ha in carico la manutenzione del tratto della mwwqVia Regina dal “cantono vinee canonicorum de Dugno …” fino al “capud montis de Sancto Grigorio et ponte de Dugno”cite-ref-2-7-0[6].
Ai tempi del mwxwDucato di Milano, dalla fine del XV secolo il comune di Dongo seguì per circa tre secoli il destino del feudo delle cosiddette "Tre Pievi superiori" di Dongo, mwyaGravedona e mwyqSoricocite-ref-2-7-1[6].
Un documento del 1465 è il primo a segnalare la presenza nella zona di importanti miniere di mwzwferro, citate anche da mwaaGiovanni Battista Gioviocite-ref-8[7]. Nel 1771, le miniere e gli impianti per il trattamento del ferro divennero di proprietà dei fratelli Giacomo e Antonio Mainoni, nativi di mwbqLipsia, che li condussero sino al 1792, quando subentrarono i Rubini, che costruirono il primo mwbgaltoforno a mwbwcarbone di legna per la mwcaproduzione della ghisamwcqcite-ref-06-6-1[5]. Nel 1839 la società diventerà Rubini-Scalini-Falck (o Rubini-Scalini-Falcemwdgcite-ref-06-6-2[5]), e da essa nascerà l'industria siderurgica mwewFalckcite-ref-9[8].
Nel mwgq1751 il territorio del comune di Dongo comprendeva già i cassinaggi di Chiodera, Molini, Barbignano, Camperio, Meglia, Mossenzonico e Sant’Ambrogiocite-ref-2-7-2[6]. Proprio a quest'ultimo mwhgsanto era dedicata una chiesa, annessa a un monastero femminile, allo stato di rudere già al tempo della mwhwvisita pastorale di mwiaFeliciano Ninguarda (1593)cite-ref-0522222233-10-0[9].
All'altezza della piazza Rubini, il 27 aprile 1945 venne catturato dai partigiani Benito Mussolini, in fuga da Milano verso la Valtellina, il quale fu giustiziato nella frazione di Giulino nell'ex comune di Mezzegra, il giorno seguente.
Simboli
Lo stemma del Comune di Dongo è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 26 giugno 2006.cite-ref-12[11]
«Di argento, alle tre croci scorciate, bene ordinate, di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.
Le tre croci mwngscorciate ricordano l'appartenenza di Dongo al mwnwterritorio delle Tre Pievi assieme a Sorico e Gravedona.cite-ref-13[12]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Parrocchiale di Santo Stefano
Attestata come mwrqcollegiata già nel mwrg1174,cite-ref-022-14-0[13] la chiesa arcipretale di mwswsanto Stefanocite-ref-15[14] fu costruita in epoca medievalecite-ref-05222222-16-0[15]cite-ref-022-14-1[13] e ristrutturata nel mwwaSettecentocite-ref-022-14-2[13]cite-ref-0522222233232-17-0[16]mwyqmwyg. Dell'impianto originario restano una vasca battesimalecite-ref-06-6-3[5] e resti di affreschicite-ref-06-6-4[5]cite-ref-3-18-0[17] attribuiti a mw1wGian Giacomo Barbelli,cite-ref-022-14-3[13]cite-ref-0522222233232-17-1[16]. Questi lacerti di affresco si trovano all'interno della chiesa, in due piccole absidi lateralicite-ref-022-14-4[13]cite-ref-0522222233232-17-2[16].cite-ref-3-18-1[17] L'altra abside era invece dedicata ai santi mw7aGiovanni Battista e all'mw7qomonimo evangelista.cite-ref-0522222233232-17-3[16]cite-ref-3-18-2[17] La chiesa conserva anche dipinti di mw9gGiulio Quaglio e statue di mw9wStefano Salteriocite-ref-3-18-3[17].
Chiesa di Santa Maria
La chiesa di Santa Mariacite-ref-19[18], rifatta da mwaqcFederico Frigerio sulla base di una precedente chiesa mwaqgromanicacite-ref-20[19] risalente ai secoli XI-XIIcite-ref-0-21-0[20], conserva decorazioni di mwareGiovanni Mauro della Roverecite-ref-0-21-1[20]. Del periodo tardoromanico si conservano ancora alcune sculturemwarymwarccite-ref-05222222-16-1[15].
Santuario della "Madonna delle Lacrime"
Il santuario della "Madonna delle Lacrime", annesso a un ex-convento francescano, è noto per una mwasmlacrimazione mariana avvenuta, secondo la tradizione, nel 1553. Conserva notevoli dipinti.cite-ref-22[21]cite-ref-23[22]
Chiesa di Sant'Eufemia
L'unica ampia zona pianeggiante del Sasso di Musso ospita la Chiesa di Sant'Eufemia, collocata all'interno del parco del Giardino del Merlo.cite-ref-1-24-0[23] La chiesa, che deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi realizzati attorno agli inizi del XVII secolo,cite-ref-25[24] faceva in origine parte del complesso del mwatoCastello di Mussocite-ref-1-24-1[23].
Altro
• La chiesa di San Gottardo e il suo campanile, edificati negli anni 1652-1661, dominano l'imbocco della mwaveValle Albanocite-ref-27[26].
• Sul tracciato dell'antica mwavcvia Regina si trova la Chiesa di San Lorenzo, edificio a unica navata con cappelle laterali e presbiterio quadrangolari realizzata nel 1578cite-ref-28[27].
Per la storia della diffusione della fede cattolica e degli edifici sacri vedi anche il testo in nota.cite-ref-29[28]
Architetture civili
• mwawgPalazzo Manzi, realizzato a partire dagli anni 1803-1810 (progetto di mwawkPietro Gilardonimwawocite-ref-06-6-5[5]), ospita l'attuale sede comunalecite-ref-30[29]. Al suo interno, conserva affreschi di Giuseppe Lavelli, allievo presso la scuola di mwaxmAndrea Appianimwaxqcite-ref-06-6-6[5]
• All'interno del parco del Giardino del Merlo, realizzato tra il 1858 e il 1883 ai confini con il comune di mwaxoMusso, si trovano i resti di alcune fortificazioni facenti parte del mwaxsCastello di Musso, un appartamento mwaxwipogeo mimetizzato fra le rocce e un casottino di due pianicite-ref-1-24-2[23].
• Villa Rubini, realizzata in riva al lago tra il XVIII e il XIX secolo.cite-ref-31[30]
• Villa La Colombana, risalente agl'inizi del XIX secolo.cite-ref-32[31]
• Villa Centurini Rumicite-ref-33[32]
Altro
Società
Evoluzione demografica
Demografia pre-unitaria
• 1751: 650 abitanticite-ref-2-7-3[6]
• 1771: 806 abitanticite-ref-34[33]
• 1805: 838 abitanticite-ref-35[34]
• 1853: mwaaw1 338 abitanticite-ref-36[35]
Demografia post-unitaria
Infrastrutture e trasporti
Dongo dispone di un piccolo attracco per battelli e aliscafi.
La principale arteria stradale è la mwabodiramazione della statale Regina (SS 340).
Amministrazione
Gemellaggi
Note
Esplicative
cite-note-5N 1. ↑ Per il mwaccdialetto comasco, si utilizza l'mwacgortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwackFamiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letterariamwaco.
Bibliografiche
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Bibliografia
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.dongo.co.it.
• citereflombardiabeniculturaliDongo, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.